L’upcycling in architettura. Un caso di studio danese

Il riciclo dei materiali è una delle grandi sfide che ci attendono nel futuro. Il riutilizzo di scarti e materiali rimossi e reintrodotti nel ciclo produttivo è già possibile. Negli ultimi anni è stato introdotto un nuovo termine, l’upcycling: sistema che nel nostro Paese ha avuto successi alterni ma che può rappresentare una valida alternativa al riciclo. Il riciclo in sé è un processo grandioso, ma allo stesso tempo richiede energia e risorse per raccogliere, separare e “rigenerare” i materiali scartati. L’upcycling o riuso, invece, si basa su un approccio al problema ancora più green, infatti, il tutto avviene nello stesso momento in cui si decide di disfarsi di un oggetto, spingendo il consumatore a comprendere se quell’oggetto può essere utilizzato per un altro scopo rispetto a quello originario.  Il risparmio lo si ricava considerando i costi di smaltimento evitati ed il mancato acquisto di nuovi beni.

Attualmente il maggiore utilizzo di upcycling si verifica nel campo del design, della moda e dell’arte; tale tecnica inizia ad essere applicata anche nel settore delle costruzioni, come dimostra il caso di studio danese con la prima abitazione costruita esclusivamente con materiali upcycling.

L’upcycling o riuso, è uno dei Focus del Consorzio EcoDomus, attraverso un progetto di filiera che coinvolge imprese impegnate nell’edilizia Eco-sostenibile.  Il concorzio infatti, aprirà una Call finalizzata alla selezione di imprese che vogliono sperimentare un progetto pilota, che prevederà il riutilizzo di materiali per la creazione di un unità abitativa auto sufficiente energeticamente, composta da un alta percentuale di materiali riciclati.

Situata nella città di Nyborg in Danimarca, la Upcycling House è il risultato della progettazione dello studio Lendager Architect in collaborazione con la fondazione Realdania Byg: lo studio danese da anni è impegnato nella promozione dell’innovazione e delle buone pratiche nel settore dell’edilizia sostenibile.
L’obiettivo dell’intervento è di ridurre le emissioni di CO2: la sfida è stata ampiamente vinta anche grazie alla contrazione dell’86% di tali emissioni, ottenuta impiegando materiali di recupero. L’abitazione ha raggiunto risultati in termini di sostenibilità, efficienza e risparmio economico ed è costata poco meno di 1 mln di corone danesi ovvero 135.00 euro circa.

La residenza è stata concepita per ospitare quattro persone (una famiglia formata da genitori e due figli), ha una superficie di 130 m2 ed è adattabile alle diverse fasi della vita.Oltre all’attenzione con all’uso di materiali ecosostenibili, in fase di progettazione grande impegno è stato rivolto agli standard passivi quali orientamento, ombreggiamento, adattamento termico estivo e invernale, ottimizzazione della luce, ventilazione naturale per garantire un elevato comfort abitativo ed uno standard elevato di efficienza energetica globale.

La struttura portante è costituita da due container dismessi, precedentemente utilizzati durante le spedizioni marittime.  La muratura è costituita da recipienti di plastica impilati in una struttura in legno, riciclato anche questo, e contiene il surriscaldamento estivo diventando un elemento in grado di garantire un buon accumulo termico. Il tetto è composto da lastre trapezoidali in alluminio ricavate da lattine di birra. Il pavimento è stato realizzato recuperando il sughero mentre le piastrelle ed il rivestimento del servizio igienico sono stati ottenuti dal vetro riciclato. Le pareti perimetrali verticali, invece, sono state rivestite ed isolate con carta di giornali riciclati appositamente trattata e trasformata in lana di carta. Le pareti e i pavimenti sono rivestiti con pannelli OSB fatti di trucioli di legno pressati, presi da vari siti produttivi.

Ogni componente è stato ideato e realizzato per diventare poi, al termine del suo ciclo di vita, parte integrante del processo di upcycling. Nonostante la grande quantità di materiali riciclati impiegati nella sua costruzione, il risultato finale è un design elegante e contemporaneo.

Upcycle House

 

I traguardi raggiunti dalla Upcycle House sono notevoli, portando le emissioni di CO2 dai 5 kg/m2a tradizionali a soli 0,7 kg/m2a. Una bella idea, un esperimento perfettamente riuscito ma, soprattutto una forte dimostrazione di come uno studio approfondito del Life Cycle Assessment dei materiali da costruzione possa essere di grande aiuto nella difficile sfida del contenimento dei consumi energetici e della riduzione delle emissioni nocive in atmosfera di CO2.
Costruire edifici con l’utilizzo di elementi, componenti e materiali considerati scarti è possibile, favorendo un impatto ambientale basso: l’Upcycle House è la dimostrazione che i rifiuti sono risorse, risorse con le quali è possibile anche costruire delle confortevoli abitazioni.

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